… “L’Associazione ha lo scopo di promuovere iniziative sia nel campo della prevenzione che nell’assistenza domiciliare al malato oncologico. Tale associazione avrà carattere apolitico, aconfessionale e nessun scopo di lucro”..

OBIETTIVO DELL’ASSOCIAZIONE

E’ la prima del genere nella sinistra Piave, con l’obiettivo specifico della prevenzione dei tumori con operatività concentrata nel territorio dell’U.L.S.S. 7.
Si prefigge scopi di immediata realizzazione e di pronta efficienza. Si adopera per un analisi delle strutture oncologiche esistenti e del loro grado di modalità di utilizzo. Inoltre opera per la divulgazione scientifica negli ambienti scolastici a scopo essenzialmente preventivo. Il gruppo promotore ha voluto un’associazione completamente diversa dalle tante organizzazioni che, in campo nazionale, sono attive in questo settore: senza imitare nessuno, vuole semplicemente promuovere iniziative per affiancare, integrare, stimolare con intervento capillare per giungere là dove altri non arrivano. L’Associazione si rivolge direttamente alla gente coinvolgendola in iniziative per piccoli gruppi, ove il dialogo e la comprensione sono più facili, per sconfiggere dentro ad ogni singolo fatalismo paralizzante che una inadeguata educazione genera quando ci si trova di fronte all’idea del “mostro”. Con questi obiettivi l’Associazione fa appello alla collaborazione di quanti – operatori sanitari e sociali, educatori, volontari – intendono condividere questa lotta. La loro disponibilità servirà a dare più coraggio alla speranza.

our mission

CORTE PIA FIOROT

Nasce a San Fior il 15 marzo 1939 da una famiglia nella quale le virtù cristiane e gli impegni civici erano fondamento e cura nell’educazione dei figli. Sofferenze e lutti segnarono il travagliato sentiero della sua giovinezza, contribuendo a plasmare il suo carattere forte di coraggio e gioioso di speranza. Sposatasi con Silvano Fiorot, tutto sembrava concorrere a fare della sua, una famiglia felice: una casa dignitosa, un lavoro sicuro, ma soprattutto i tre figli, i fiori più belli di tanto amore. La serenità di quel cielo s’abbuia, l’orizzonte si restringe: Renzo accusa i primi sintomi del male che non perdona. Notti e giorni di ansie, ma Pia spera, spera sempre: “C’è un Dio lassù per ogni creatura!”. In quel rosso tramonto del 28 settembre 1982, Renzo spirava e Pia pregava con fervore di chi ha trovato la certezza. Seguono i giorni dei ricordi, dei colloqui intensi con le cose di Renzo: il suo diario, i suoi modellini di Formula 1, la sua cameretta, il suo posto a tavola. In quella casa Renzo vive una vita nuova, dona serenità, fiducia e volontà di vita. Del calvario di Pia non s’intravede la cima. Ora tocca a lei addossarsi la croce. È disperatamente pesante: una croce sulla croce. Attimi di smarrimento si colgono nei suoi occhi lucenti, ma poi… ancora coraggio e speranza. Lunghe degenze ospedaliere, interventi chirurgici, qualche giornata di serenità in famiglia per ritessere sogni, rivitalizzare energie, accarezzare i volti amati. Ma il male che non perdona avanza, distrugge, spoglia gli ultimi aneliti di vita. E Pia si spegne in una notte senza una stella, il 26 novembre 1986, ma la sua stella brillerà di luce eterna.

RENZO FIOROT

Nato a San Fior il 16 marzo 1963, primo ed unico figlio maschio dei coniugi Pia e Silvano Fiorot.
Renzo trascorse una vita normale fino a 18 anni alternando la scuola ed il lavoro in fabbrica con L’hobby della coltivazione di fiori.
Il suo tempo libero è gonfio di musica, di tifo per la “Formula 1” e per gli aerei d’alta acrobazia.
Nel marzo 1981 le prime avvisaglie diagnosticano un tumore al cervello: Renzo viene sottoposto ad un intervento nel reparto neochirurgico all’Ospedale di Udine con esito favorevole.
Accusa successivamente difficoltà di deambulazione alla gamba destra. Dopo alterne vicende,
la biopsia rivela un osteosarcoma all’anca con metastasi diffuse.
Immobilizzato a letto per tre mesi, si spegne il 28 settembre 1982.

 

 

 

dal diario di Renzo…
”Non ho più le vene per le flebo (per vivere), molti giovani le usano per iniettare la morte.
Offro le mie sofferenze per tutti i giovani”.

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